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Amanda Todd: una storia senza lieto fine

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Video Amanda ToddLa storia di “Amanda Todd”: lotta, bullismo, suicidio e autolesionismo

La tematica principale di questo articolo sarà la storia di Amanda Michelle Todd. Amanda era un’adolescente canadese di 15 anni, vittima del cyberbullismo e del bullismo. Todd nacque il 27 novembre 1996 in una città vicino a Vancouver, al secondo anno di scuola media per fare conoscenze, si incontrava tramite webcam con degli sconosciuti. Durante uno di questi incontri un individuo le fotografò il seno, minacciandola. Se Amanda non si fosse mostrata nuovamente lui avrebbe mandato le sue foto ai suoi amici.

Alla successiva alba di Natale la polizia arrivò a casa della Todd dicendo che le sue foto erano state inviate a tutti. Da questo evento Amanda ebbe numerosi attacchi di panico, ansia, depressione e inizio ad abusare di alcol e droghe. La famiglia si trasferì in un’altra città e Amanda cambiò scuola. L’individuo ritornò, creando una pagina su Facebook che aveva come foto profilo le foto della ragazza, in questo modo i suoi nuovi compagni di classe iniziarono a giudicarla.

Amanda fu costretta a cambiare nuovamente scuola. Lì incontro un suo “vecchio amico” il quale provava attrazione sessuale per lei. Lui le propose di avere rapporti mentre la sua fidanzata era in vacanza. In seguito al suo ritorno, lui, la sua fidanzata e altri ragazzi, aggredirono Amanda davanti a tutta la scuola mentre giravano dei video. La settimana successiva tentò per la prima volta il suicidio ingerendo della candeggina. Fu ritrovata giusto in tempo e fu portata in ospedale per essere “ripulita”.

Quanto ritornò a casa lesse dei commenti offensivi su ciò che aveva fatto. “Dovresti provare un tipo di candeggina differente spero che muoia questa volta è che non sia così stupida” è solo un esempio. Si trasferì nuovamente in un’altra città da sua madre. Le persone su Facebook continuavano a postare foto di candeggina e ammoniaca, taggandola. La sua sanità mentale peggiorò ulteriormente finendo addirittura nell’autolesionismo. Nonostante il fatto che prendesse anti-depressivi e andasse da uno psicologo ebbe un overdose da medicinali finendo in ospedale per due giorni.

Il 12 ottobre 2012 Amanda Todd fu ritrovata morta nella sua casa. Prima della sua morte, il 7 settembre 2012, pubblicò un video su Youtube dove raccontava la sua storia: “My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm”. La maggior parte della informazioni ricavate per questo articolo sono state prese appunto dal suo video che attualmente conta più di 13 milioni di visualizzazioni.

Amanda è un esempio estremo di questi fenomeni che in tutto il mondo accadono quotidianamente a tanti ragazzi, presi di mira sul web. Ragazzi che diventano vittime perché incapaci di sopportare a quell’età il peso delle offese e delle ingiurie, che talvolta vengono perpetrate da migliaia di utenti

Stop al bullismo e al cyberbullismo!🚫

Leggi la storia di Carolina Picchio

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