Dipendenze

Aumento di morti da overdose e ritorno dell’eroina: un tragico 2018

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Secondo i dati della DCSA (Direzione Centrale Servizi Antidroga), nel 2018 si registra in Italia un drammatico incremento del 18% (rispetto all’anno precedente) delle morti per overdose.

Tra le cause di queste tragiche morti potrebbe esserci il ritorno dell’eroina, sostanza che aveva mietuto migliaia di vittime tra i giovani soprattutto tra gli anni ’80 e ’90 e che, a partire dagli anni 2000, sembrava fortunatamente essere stata abbandonata (purtroppo, talvolta, in favore di nuove sostanze).

A parlarne, in una recente intervista, è Leopoldo Grosso, psicoterapeuta e presidente del Gruppo Abele (celebre onlus fondata da Don Luigi Ciotti, che ha, tra le principali attività, la gestione di diverse comunità per tossicodipendenti).

“Tra gli indizi che spiegano questo aumento di morti di overdose – ha dichiarato Grosso – c’è per esempio il ritorno dell’eroina. Ritorno con modalità più attenuate e meno crude rispetto al passato:  tendenzialmente iniziazioni che passano attraverso l’eroina fumata e lo sniffo, ma che in alcuni casi poi proseguono anche con l’iniezione e il ritorno del buco”.

Grosso spiega che l’aumento delle morti per overdose dipende anche dall’assunzione di più sostanze:  “Overdose da accumulo di sostanze – spiega lo psicoterapeuta -, in cui ci si mette tutto: eroina, metadone, psicofarmaci, benzodiazepine. Una sommatoria di sostanze che provocano una depressione cardiorespiratoria e la persona muore d’overdose”.

Inoltre, Grosso ha spiegato come molte morti per infarto di giovani, in realtà, possono essere riconducibili a uso di droghe, anche se ufficialmente non vengono registrate come tali (per cui, il numero di morti per droga nel 2018 è addirittura sottostimato): “Molto spesso vengono scambiati per infarti – conclude Grosso -, che sono tali ma procurati e facilitati dall’assunzione di droga. Quando non si trova la siringa in vena, molto spesso non vengono considerati overdose”.

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