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Al giorno d’oggi molte donne fanno uso di alcool e droghe. A questo articolo allego la video-testimonianza di tre donne che hanno fatto tre percorsi di dipendenza diversi. Tre donne alla ricerca della vita perduta, che provano a riemergere dalla degradazione fisica e morale; appartengono a generazioni diverse e hanno deciso di raccontare davanti ad una videocamera la loro dipendenza dall’alcool.
André (16 anni) inizia a far uso di alcool all’età di 10 anni, perché aveva problemi familiari; poi alle superiori si è data all’uso di canne; se le faceva prima di salire sull’autobus per andare a scuola e al ritorno, poi ancora prima di entrare a scuola e durante la ricreazione. Nel video afferma che il suo obiettivo era: “Tenere il cervello sempre spento”, per non pensare a cose negative, ai problemi.
Selena (34 anni), invece, iniziò a bere con gli amici, per stare in compagnia. Un giorno, quasi per gioco, bevve circa un litro e mezzo di amaro Averna, sentendosi male per tre giorni. Ci ha impiegato anni a rendersi conto di quanto grave fosse la sua dipendenza ed ora, finalmente, può dire di aver rimesso ordine nella sua vita
Infine, Isabella (61 anni) parla di una dipendenza iniziata anni fa, in maniera inaspettata. Già sposata e con i figli, non aveva alcuna passione per l’alcol. Per tradizione, la bottiglia di vino era sempre sulla tavola di casa, ma a lei non piaceva più di tanto. Poi, dopo una mancanza (forse un lutto) che affronta nella sua vita, si è ritrovata a cercare continuamente la bottiglia. Per molto tempo ha tenuto nascosto il suo vizio ai familiari; beveva e nascondeva in posti sempre diversi di casa il vino; ma i suoi familiari presto la scoprirono.

Tre storie diverse, di vite che si erano completamente smarrite ed erano in cima a un enorme precipizio; tre vite salvate, tuttavia, nello stesso modo: attraverso la frequentazione dei Club Alcologici Territoriali (CAT). Diffusi in tutta Italia, vi si accede dopo aver sentito il parere dei medici del SERT (SERvizio Tossicodipendenze): i CAT sono gruppi che si riuniscono regolarmente, nei quali ogni alcolista che mira a smettere definitivamente si fa accompagnare da almeno un familiare; attraverso il racconto della propria esperienza e l’ascolto di persone che si trovano nella stessa situazione, ci si fa forza a vicenda e si riesce pco alla volta a venir fuori dal problema. La presenza dei familiari è importantissima: essi devono supportare il difficile percorso degli alcolisti, ad esempio evitando di tenere in casa alcol e affiancandoli a livello emotivo.

di Giulia Pepe
Scuola Media Picentia – Pontecagnano (Salerno)