Dipendenze

Da TEDx due interessanti testimonianze sulla dipendenza da videogame

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di  Adele Pontegobbi

Conoscete TED  (Technology Entertainment Design)?

Nato come singolo evento dedicato alla tecnologia e al design negli anni ’80, già dai ’90 diventa evento annuale. Dagli anni 2000 la sua gestione passa dal suo fondatore Richard Saul Wurman  all’organizzazione privata non-profit The Sapling Foundation di Chris AndersonTED è quindi diventato un brand di conferenze che dagli Stati Uniti si è diffuso in tutto il mondo con il marchio TEDx, pur avendo le sedi centrali a New York e a Vancouver.

Le conferenze abbracciano un ampio bacino di temi: dalla tecnologia alla musica, dalla politica e i grandi temi globali all’etica, all’architettura e molto altro. Sono tenute da esperti, scienziati, influencer, ma anche da persone comuni con una storia interessante alle spalle che possa insegnare qualcosa a chi l’ascolti. Lo slogan che caratterizza il marchio è infatti : “ideas worth spreading”,  sottolineando come il suo intento sia quello di dare spazio e contribuire a far circolare idee ritenute rilevanti e d’impatto sulla nostra società.

Il format delle conferenze TEDx è sempre lo stesso: un ampio palco dove il relatore parla con un microfono attaccato all’orecchio, passeggiando sopra  un disco rosso, collocato al centro del palco. Dietro le spalle uno schermo per integrare la lezione con immagini, slide o video.

Le due testimonianze che vogliamo proporvi trattano della dipendenza da videogame, un argomento che abbiamo giò affrontato e che sappiamo essere molto complesso visto gli studi con risultati discordanti e stuole di giocatori che affermano di aver avuto solo effetti positivi dall’uso dei videogame.

Il primo relatore si chiama Cam Adair e ci racconta la sua dipendenza lunga 10 anni per la quale ha lasciato la scuola a 15 anni e ha finto di recarsi a lavoro per mesi!

Il secondo Antonius Van Rooij, racconta la sua esperienza di fruitore di videogame, ma anche di ricercatore esperto del tema e punta l’attenzione proprio sui giochi  on line, i massively multiplayer online game (MMOG o MMO) con tutte i loro sottogeneri, che ritiene siano quelli che riescono ad indurre una dipendenza maggiore.

Entrambi i video sono in inglese, ma basta cliccare sulla rotellina delle impostazioni del player per attivare i sottotitoli.

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