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Dalla Gran Bretagna una moda virtuosa: vino e birra senza alcol nei ristoranti

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La “Wset”, acronimo di Wine & Spirits Education Trust, è la più antica istituzione britannica di cultura, approfondimento ed educazione al vino. Tale istituzione, per la prima volta, sembrerebbe voler avallare una storica svolta nel mondo delle bibite e della ristorazione. Infatti, l’istituzione ha ricevuto forti incentivi a favorire l’inserimento di bevande non alcolici nei propri programmi di istruzione e degustazione.

Nel Regno Unito già da qualche tempo, anche in noti ristoranti e bar, vengono serviti vini e birre analcolici. Tra questi, segnaliamo la birra Big Drop Brewing Co. e il vino Nine Elms. Già molto diffusi, inoltre, sono gli aperitivi analcolici della “Æcorn Aperitifs”

Com’è noto i britannici sono dei grandi bevitori e, in particolare tra i giovani, la cultura dello sballo come unica fonte di divertimento ha raggiunto negli ultimi decenni livelli davvero preoccupanti oltremanica.

Ma negli ultimi anni, le campagne di sensibilizzazione contro l’uso smodato di alcolici, effettuate nelle scuole e tramite i media, sembrano cominciare a dare importanti risultati.

Si segnalano decine di migliaia di giovani britannici che hanno abbracciato la cultura delle bevande analcoliche e vere e proprie azioni di lobbying stanno spingengo per inserire bevande non alcoliche (come vini e birre senza alcol) finanche nelle liste dei vini dei più lussuosi ristoranti londinesi.

In Italia siamo un po’ indietro, da questo punto di vista. Ma la produzione di vini senza alcol (anche detti “dealcolati”) è stata avviata già da alcuni anni. Tutti i tipi di vino (bianco, rosso, rosati) possono essere sottoposti alla dealcolizzazione: tale trattamento riesce a depotenziare l’alcol all’interno della bevanda, lasciandone solo una piccola percentuale, solitamente inferiore allo 0,05% di gradazione.

La cosa importante è che, dopo tale trattamento, è stato sperimentato che il sapore rimane molto simile all’originale.

Per cui, anche in Italia sarebbe necessario promuovere sempre meglio tali bevande non alcoliche: potrebbero rappresentare una nuova fetta di mercato, e dunque un’occasione per ragazzi che vogliano avventurarsi nel mondo dell’imprenditoria o della ristorazione.

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