Dipendenze

Drogati di Facebook?

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Gli studi recenti sugli effetti psicologici del noto social network 

Siamo sul sito giusto per parlare di quanto sia difficile cambiare la proprie abitudini. Se queste poi, sono dipendenze vere e proprie, il discorso si complica ulteriormente. Possiamo capire, però, quali possano essere i benefici fisici immediati, dati dal troncare col tabacco o con l’alcool, o quelli economici, per chi si libera dalla schiavitù del gioco d’azzardo patologico.

Ora, grazie allo studio dei ricercatori dell’Università di Stanford di New York, possiamo farci un’idea di quanto sia impattante sulla nostra vita, dal punto di vista psicologico, non un addio, ma una bella pausa dal noto social network Facebook: un sito che conta 2,3 miliardi di utenti, attivi mensilmente, sparsi per il mondo (dati Fb 2016) che usano di media il social network (e le piattaforme ad esso collegate come Instagram e Messenger), circa 50 minuti al giorno (dati Fb 2018).

Lo studio, “The Welfare Effects of Social Media” pubblicato alla fine di gennaio 2019, sul sito Social Science Research Network, vuole offrire una valutazione “sugli effetti di facebook sulla salute, concentrandosi sugli elettori americani, nel periodo precedente alle elezioni di midterm del 2018”, come è possibile leggere nell’abstract.

Hanno chiesto a 2844 utenti di Facebook di disattivare il proprio account per un mese e studiato le conseguenze di questa scelta sulla loro vita.
I risultati sono interessanti. Uno, prevedibile, è che il distacco dalla nota piattaforma induca gli utenti ad usare meno i social media ed a fare più attività offline, come per esempio socializzare di con amici o con i propri familiari. Altrettanto intuibile il fatto che mettere in standby Facebook, ci renda meno informati sulle notizie e sulla politica: ma attenzione, anche meno faziosi nei nostri punti di vista sui fatti.

Dal punto di vista della salute psicologica lo studio indica che non usare Fb, produce degli effetti positivi come: sentirsi più felici e soddisfatti e ridurre gli stati d’animo depressivi e l’ansia.

Se consideriamo anche lo studio del 2014 condotto dai ricercatori della Princeton University, teso a dimostrare che anche su Fb si possa essere oggetto di “contagio emotivo”, ovvero che le emozioni positive o negative possano diffondersi tra le persone anche attraverso i social media, possiamo affermare che quest’ultimi hanno sempre più il controllo della nostra felicità. Lo studio infatti dimostra che “quando le espressioni positive vengono ridotte, la gente produce meno post positivi e più negativi e viceversa e che non servono interazioni di persona o segnali non verbali per determinare il contagio emotivo” .
Altri studi nell’ambito delle neuroscienze dimostrano che una zona del nostro cervello, il nucleus accumbens, che processa le sensazioni di gratificazione legate al cibo, al sesso, ai soldi e al successo in società, diviene particolarmente attiva quando veniamo elogiati, quando ci vengono fatti dei complimenti. Si chiedono i neuroscienziati se “questi risultati possano suggerire che I like su facebook, possano dare dipendenza” Benché l’attivazione dell’area cerebrale – da sola – non possa indicare una vera e propria dipendenza, è certo che tutte le dipendenze attivano il nucleus accumbens ed è quindi intuibile che per qualcuno ci siano tutti gli elementi diventare dipendente alle “adulazioni” su Fb.

Il cervello ama predire le ricompense e cerca di individuare uno schema di gratificazione: se i premi sono assegnati in maniera casuale, come avviene per i like o i complimenti su Fb, il cervello tende a ricercare comunque uno schema ed a maturare una dipendenza. I ricercatori della Freie Universität di Berlino, che hanno condotto lo studio nel 2013, dichiaravano : “La nostra ricerca è un buon primo passo nell’individuare il collegamento neurobiologico tra la dipendenza da social media e l’attività delle ricompense del cervello”(Dar Meshi).

Quando parliamo di social network, d’ora in avanti potremo permetterci di definire “drogato”, colui che tra in nostri amici e conoscenti fa un grande uso di Facebook, senza sentirci eccessivi!

Fonti:

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