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Editoriale – Un giornale per giovani in-dipendenti

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C’è un fenomeno, in sociologia, che prende il nome di “accelerazione del mutamento”: le innovazioni tecnologiche della nostra epoca sono sempre più rapide, generando cambiamenti nelle abitudini di miliardi di persone. Sui binari di questo cambiamento viaggiamo tutti, ma a velocità diverse, a seconda dell’età, della cultura, della conoscenza degli strumenti tecnologici, del luogo in cui viviamo e così via.

Tutto questo, dunque, vale anche per le buone e cattive abitudini: esse sono cambiate e soggette a mutamenti continui.  Per fare volontariato, ad esempio, esistono app che ricercano ragazzi in una determinata area e li reclutano per attività meritorie, come mense dei poveri o accompagnamento di diversamente abili. Per procurarsi droghe, d’altronde, esistono canali di telegram dedicati, divisi per aree geografiche. Oppure, con modalità semplicissime, i ragazzi possono scambiarsi in un secondo informazioni circa i bar e i locali che vendono alcolici anche ai minorenni, o addirittura tali bar possono contattare potenziali clienti tra i minori.

In un mondo che accelera sempre di più, i pericoli (e i comportamenti virtuosi) sono sempre più vicini, sempre più a portata di mano (e di click). Oggi, come ieri, è necessario svolgere un’attività di sensibilizzazione contro l’utilizzo di sostanze: conoscere i danni, i disastri fisici e psicologici a cui si va incontro abusando di droghe, alcool, giocando in maniera compulsiva. Ed è importante conoscere i modi, vecchi e nuovi, per chiedere aiuto, conoscere le nuove sostanze (purtroppo ce ne sono tante), i nuovi comportamenti a rischio.

Ci sono modalità che diremmo “sorprendenti” (in negativo) per cadere nella trappola dei comportamenti a rischio: ad esempio, giocare on line alla playstation e acquistare “poteri” con soldi reali in maniere dubbie. Tutti questi fenomeni necessitano di approfondimenti.

Come curatori di questa testata, al centro di queste tematiche (che appaiono in parte molto “tecnologiche”) vogliamo mettere sempre l’uomo, in particolare il giovane. Il mondo cambia, ma il bisogno di felicità del giovane, le delusioni, le sofferenze, le angosce sono sentimenti sempre uguali.  Dunque l’obiettivo di questo giornale on line è non solo informare e mettere in guardia dai pericoli, ma anche fornire testimonianze positive (ad esempio da parte di persone che sono venute fuori dal tunnel di una dipendenza), suggerimenti su cose belle da fare, moderne ed innovative, coinvolgenti ed appunto giovani. Il fascino delle cose belle, profonde, che riempiono la vita è spesso sottovalutato: è anche per questo che, talvolta, trionfa il fascino del male, dei comportamenti a rischio ed estremi.

I ragazzi sono sempre molto attratti dalle parole ed opinioni dei loro coetanei, oggi più di ieri, visto che è sempre più difficile conoscere i luoghi e le situazioni, reali e virtuali, in cui la loro vita si svolge. Per questo, molti articoli, servizi, inchieste, saranno scritti da ragazzi stessi, con contenuti più “vicini” e comprensibili per i giovani lettori.

In conclusione, su questo giornale pubblicheremo tutto quello che, a nostro parere, è necessario divulgare per formare, informare, aiutare, supportare, divertire, intrattenere i ragazzi, convinti che costoro sono il fondamento della nostra società.  Queste notizie, dunque, sono per noi le più importanti in assoluto, perché posso cambiare la vita di giovani che hanno imboccato (o possono imboccare) strade rischiose; o cambiare la vita di giovani che, come spesso accade, sembrano essersi ripiegati su se stessi e sui loro cellulari e aver smarrito la strada della loro libertà ed indipendenza interiore, l’unica che può condurli alla felicità

Le notizie della nostra testata, “Primapagina.org”, mirano a formare giovani in-dipendenti, che non distruggano la loro vita con l’abuso di sostanze, ma anche che non l’appiattiscano nella mediocrità di uno schermo sempre uguale a se stesso.

Sono notizie che, per noi, dovrebbero essere inserite in prima pagina delle maggiori testate nazionali. E’ per questo che la nostra testata si chiama proprio “Prima Pagina”.

Michele Piastrella – direttore responsabile Primapagina.org

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