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Esports sempre più amati. Le parole di Ettore Giannuzzi, campione di PES

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Gli esports (electronic sports) sono sempre più amati e, ormai, da tante persone considerati di pari dignità rispetto agli sport tradizionali. Milioni di videogamers li praticano in tutto il mondo per hobby, ma almeno alcune decine di migliaia sono considerati dei fuoriclasse in questi giochi, al punto da disputare gare ed allenarsi, in vista di queste ultime, come veri atleti.

E’ il caso di Ettore Giannuzzi, 22 barese noto, nel mondo degli esports, col nome Ettorino97, che senza dubbio va annoverato come uno dei più forti gamers italiani di sempre. Giannuzzi ha vinto il campionato mondiale di PES (Pro Evolution Soccer), uno dei giochi di calcio più amati al mondo (si divide dal molti lo scettro con FIFA) per ben due volte: nel 2011 e nel 2018. Quest’anno, Giannuzzi ha perso la finale dell’edizione 2019 del mondiale di PES contro il francese Rachid “Usmakabyle” Tebane, nella cornice dell’Emirates Stadium della squadra londinese dell’Arsenal. 

Intervistato più volte negli ultimi anni, Giannuzzi ha spiegato quanto importante sia la preparazione per una gara di esport: “Bisogna innanzitutto allenarsi online” – ha detto Ettorito – “Cercare una buona formazione, capire cosa si sbaglia, i difetti di cosa si sbaglia. Ogni giocatore ha dei difetti, chi minimi o chi grandi. Io ritengo che sia quasi un ‘dono’. Si può migliorare, ma ci sono giocatori che hanno questo dono. Grazie all’allenamento e alle situazioni uno si migliora.”

“A me bastano 2-3 ore al giorno per allenarmi” – ha aggiunto Giannuzzi – “Escluso quando ci sono le qualificazioni, quando devi fare 25 partite al weekend e quindi sei costretto il sabato e la domenica a giocare 8-9 ore e non uscire di casa”.

Ci sono premi in denaro sempre più ingenti, per le gare di esports. Addirittura, la Epic Games ha messo in palio un montepremi cpmplessivo di 30 milioni di dollari per il recente Campionato mondiale di Fortnite. A ottenere il primo posto è stato il 16enne Kyle Giersdorf, detto Bugha: originario della Pennsylvania, il giovane ha instascato ben 3 milioni di euro. Tutto ciò, è possibile grazie all’enorme interesse che milioni di giovani gamers manifestano per tali competizioni, che attraggono in questo modo tanti sponsor. Si arriva ad avere centinaia di migliaia di utenti collegati in streaming, che seguono la diretta delle finali dei tornei.

Chi partecipa a questi tornei è a tutti gli effetti un atleta professionista. Da alcuni anni, poi, esistono i I World Electronic Sports Games: si tratta di una specie di Olimpiadi degli esports, che si tengono ogni anno a Shanghai. Sono organizzate da AliSports, che fa parte della holding cinese dell’eCommerce Alibaba, e comprendono, tra i games disputati, Counter-Strike, Dota 2, Vainglory, Hearthstone: Heroes of Warcraft e Starcraft II.

Alcuni giochi hanno più fondi e sponsor, dunque montepremi più alti di altri. “Se una persona è dotata in un determinato gioco non conviene spostarsi” – spiega Giannuzzi – “Io sono uno dei più forti al mondo in PES. FIFA ha possibilità economiche superiori rispetto a PES, ma non avrebbe senso spostarsi da un gioco dove sei il migliore a uno in cui non sei nessuno. Se si intraprende una carriera in un determinato gioco, la si deve portare avanti con quel gioco.”

Giannuzzi vorrebbe il riconoscimento degli esports come sport: “Ritengo che la situazione si potrebbe evolvere se il CONI riconoscesse l’esport come sport. Potrebbe essere la svolta per fare degli esport un lavoro a tempo pieno. Il semplice fatto di insegnare l’esport come disciplina nelle scuole potrebbe apportare grandi vantaggi, secondo me, nella nostra società”.

 

 

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