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Fake news upgrade: FaceApp e deep Fake

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di Adele Pontegobbi

I pericoli delle fake news

I pericoli delle fake news sono ormai noti: la possibilità di influenzare le opinioni politiche, di screditare i risultati della scienza e di creare confusione e disinformazione intorno ad importanti temi di attualità. Di esempi circolati in rete potremmo farne moltissimi.

Uno dei più recenti è stato il fotomontaggio dedicato ai politici che erano saliti sulla Sea Watch 3 per verificare le condizioni dei migranti e dell’equipaggio a bordo. Nella foto sul gommone che doveva partarli alla nave dell’ong, era stato aggiunto un sontuoso banchetto di pesce fresco capace di trasformare l’azione dei politici in una gita di piacere al mare. La foto ha circolato tramite le condivisioni ed in tanti hanno creduto al clamoroso falso.

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La foto fake dei politi cul gommne

Fake news upgrade: FaceApp e deep Fake

Si sta affacciando una nuova generazione di fake ancora più insidiosa, di cui abbiamo fatto una grande abbuffata inconsapevole in questi giorni di luglio con la FaceApp Challenge, lanciata dai personaggio famosi dello spettacolo e dello sport.

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Face App Challenge personaggi famosi

A catena anche voi o i vostri amici e parenti avrete scaricato la app, emozionandovi nel vedervi in versione anziana. Il risultato è davvero realistico, anche se non considera che non invecchiamo tutti alla stessa maniera. Potremmo infatti perdere o prendere molto peso e le malattie e i farmaci potrebbero cambiare il nostro aspetto.

Tuttavia il sorprendente risultato è prodotto grazie all’intelligenza artificiale, come meglio spiega il creatore dell’app, Yaroslav Goncharovk, che dalla sua  nascita nel 2017 l’ha vista accumulare 80 milioni di utenti; 

Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia che sfrutta le reti neurali per modificare in maniera realistica il volto nelle foto”. Non solo quindi i fruitori di questa app dovrebbero preoccuparsi degli aspetti legati alla privacy, benché l’azienda, la “Wireless Lab OOO”, con sede a San Pietroburgo, abbia assicurato che: “Entro 48 ore dall’uso i dati dell’utente vengono cancellati dal suo cloud” e di “Non vendere questi dati a terzi”, ma anche al training gratuito che stanno garantendo alle reti neurali offrendo il proprio volto.

Le reti neurali

Le reti apprendono acquisendo i dati biometrici delle persone, divenendo sempre più abili nel creare volti umani di soggetti mai esistiti, falsificare i volti di soggetti esistenti o nell’ affinare i sistemi di riconoscimento facciale.  L’uso dell’intelligenza artificiale applicato alla creazione di immagini e video fake ed alla implementazione di società del controllo totale, che avrebbero fatto scioccare persino Focault.

Se la privacy sembra a molti un falso problema, dovrebbe almeno inquietarci un po’ lo scenario distopico alla Black Mirror profilato dall’uso invasivo di questo tipo di tecnologia.

Avrete sicuramente visto il deepfake in cui Barack Obama insulta Trump. 

Non sono necessarie le riflessioni del doppiatore dell’ex Presidente alla fine del video: chiunque  può afferrare rapidamente i rischi del trasferimento dell’uso di certi strumenti dal cinema di Hollywood, capaci di far recitare film ad attori morti, alla sfera dell’attualità sociale e politica narrata dai media. Una frase falsa pronunciata sia da un leader sulla cresta dell’onda, come da un appartenente ad una minoranza marginalizzata, potrebbero sollevare forti tensioni con conseguenze non sempre prevedibili.

Prima di cedere all’ultima moda in fatto di app che usano i vostri dati sensibili informatevi bene, in gioco non è solo la vostra privacy, ma anche il nostro diritto ad un’informazione che cerca la verità e non produce falsi per manipolare l’opinione pubblica.

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Fonti:

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