Dipendenze

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO – UN FENOMENO GLOBALE

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I PROVVEDIMENTI DI ALCUNI PAESI PER COMBATTERE UN PROBLEMA CRESCENTE

Di Sabrina D’Avolio

Si inaspriscono sempre di più le misure di contrasto alla dipendenza da schermo e gioco d’azzardo online.
L’attuale governo Lega-Cinque Stelle, all’art. 9 del decreto-legge n. 87/2018, ha disposto il divieto assoluto di diffondere qualsiasi forma di pubblicità del gioco d’azzardo attraverso i media e l’art. 9-ter, al fine di tutelare i minorenni, ha stabilito l’accesso alle slot machine o videolottery solo tramite tessera sanitaria.
In Italia, dove sono in aumento i giocatori d’azzardo nella popolazione adulta (15-64 anni) mentre diminuiscono in quella studentesca (15-19 anni), nel corso del 2017 ha giocato almeno una volta oltre il 42,8% degli italiani, contro il 27,9% del 2014 e fra questi il 36,9% è composto da studenti, in calo rispetto al 47,1% di otto anni prima (dati IPSAD ed ESPAD Italia 2017– Ifc-Cnr).

Ma anche un paese molto lontano da noi come la Cina, patria dell’autocontrollo e della disciplina, si trova a scontrarsi con questo fenomeno che, soprattutto negli ultimi anni, sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.
E’ recente la notizia pubblicata su “Il Fatto Quotidiano” della decisione di un’azienda produttrice di videogiochi cinese di consentire l’accesso agli utenti solo inserendo i dati dei documenti d’identità e, se minori di 12 anni, di imporre un limite massimo di connessione di un’ora al giorno, che diventano due per coloro di età compresa fra i 13 e 17 anni. In ogni caso, tutti offline a partire dalle 21:00!! Rimane avvolta nel mistero, scrive invece Lorenzo Fantoni su lastampa.it, la notizia secondo cui il governo cinese avrebbe intenzione di bloccare alcuni dei videogame più in voga del momento, tra cui Fortnite e PUBG, accusati di contenuti violenti e di mancanza di rispetto dei valori dello Stato.

La Danimarca, dal canto suo, è impegnata in un’intensa campagna pubblicitaria di sensibilizzazione ad un gioco più responsabile ed ha istituito una linea telefonica di aiuto ai giocatori problematici e di supporto ai familiari, alla quale ci si può rivolgere anche per parlare di qualcuno che semplicemente si conosce, una sorta di pronto intervento e ascolto per chi soffre di problemi di gioco d’azzardo (fonte gioconews.it).
Ma la Nazione ad aver adottato i provvedimenti più duri è stata la Gran Bretagna, che a maggio 2018 ha fissato un tetto massimo di puntata per le scommesse a quota 2 sterline, costringendo la famosissima William Hill, come la stessa azienda ha dichiarato, a chiudere centinaia di negozi per il mancato profitto previsto, in un panorama, quello britannico, che conta tantissimi locali stracolmi di slot machine (con la puntata massima che prima era fissata a quota 100 sterline!)

Quello che viene chiamato GAP, gioco d’azzardo patologico, è stato classificato nel 1994 all’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali come “disturbo del controllo degli impulsi che compromette le attività personali, familiari e lavorative”: quindi, viene riconosciuto a tutti gli effetti come una patologia di natura psichica caratterizzata da azioni di tipo incontrollato.

Tra i paesi che spendono di più in gioco troviamo Australia in testa, seguita da Singapore e dalla Finlandia; l’Italia si piazza in una triste sesta posizione (vedi tabella “The Economist”).
Numerose le iniziative di lotta al gioco d’azzardo online intraprese anche da piccole realtà locali: dai gestori di bar, che spontaneamente hanno deciso di non dotare il proprio locale di slot machine, alle attività di coesione sociale organizzate nei quartieri, fino alle scuole che, attraverso l’ideazione di laboratori sul tema, sono state tra le prime istituzioni ad intervenire a gamba tesa.
Sicuramente, occorre educare i ragazzi a dare maggior valore al proprio tempo libero, per portarli alla scoperta ed alla consapevolezza che esiste tanto mondo da vivere con e oltre il monitor.

 

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