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Giovani e gioco d’azzardo in Toscana qualche dato

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Da circa metà febbraio la Regione Toscana ha lanciato la campagna “Quando la vita è un gioco è in gioco la vita” contro il gioco d’azzardo patologico (Gap), visibile sui social, sui giornali, sui mezzi pubblici della città e ascoltabile alla radio. Un uomo e una donna ipnotizzati dalle slot sono l’immagina della campagna che mette a disposizione anche un numero verde per chi crede di avere perso il controllo sulla propria voglia di giocare. Già nel luglio 2018 la Regione aveva dato il via al Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo, finanziato con 3.158.995 euro dal Ministero della Salute, che ha come obiettivo non solo la continuità nel supporto per le persone con problemi di Gap, ma anche l’intervento sulle cause, sia sociali e culturali, che possono promuovere il fenomeno, lavorando soprattutto sulla prevenzione. E’ infatti emerso durante il convegno “Non t’azzardare eh! Confronti e dialoghi per lo sviluppo di politiche di contrasto e prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo (DGA)” tenutosi il 27 febbraio a Firenze e promosso da Anci Toscana e Regione Toscana, che gli interventi di riduzione del danno (tra cui l’autoesclusione, i messaggi pop-up, la rimozione degli ATM o la limitazione alla vincita e alla scommessa massima), sembrano avere un riscontro più forte, in termini di contrasto al DGA, rispetto alle strategie di riduzione dell’offerta di gioco (limitazione agli orari di apertura o al numero di videolotterie e slot machine presenti sul territorio e nei pressi di luoghi sensibili) e a quelle di riduzione della domanda (prevenzione su target specifici, età legale ecc.). La fascia dei giovanissimi e giovani, tra i 15 e i 25 è la più a rischio, con una percentuale del 6-7% più alta rispetto all’intera popolazione, nella manifestazione di comportamenti problematici legati al gioco. Per fortuna I dati ci dicono che dal 2008 a oggi, benché il gioco d’azzardo sia aumentato in tutta Italia, vedono anche nella Regione Toscana una riduzione nella percentuale dei comportamenti problematici, proprio nella fascia degli adolescenti. Comunque ai ragazzi il gioco d’azzardo piace, infatti in base ai dati EDIT (ricerca giunta alla 5° edizione) e diffusi dalla Agenzia Regionale di Sanità, nel 2018 4 studenti su 10 riferiscono di aver giocato: il 70% di questi sono minorenni. I maschi giocano quasi il doppio rispetto alle femmine (53,4% vs. 29,5%) preferendo le scommesse sportive, mentre le ragazze prediligono i gratta e vinci. Giocano prevalentemente nelle ricevitorie, sale slot e nei bar (90,1%), il 17,7 gioca online, mentre il 45, 4% gioca in case case private (giochi di carte). L’8% dei giovani giocatori ha speso in un mese tra gli 11 e i 30 euro per giocare, mentre l’1,8 oltre 50 euro.

Vi lasciamo con il numero verde messo a disposizione dalla campagna: 800 88 15 15.

Perché quando il gioco diventa un problema bisogna parlarne con degli esperti.

Note:
http://www.toscana-notizie.it/-/gioco-d-azzardo-patologico-una-campagna-della-regione-e-un-numero-verde
http://www.regione.toscana.it/-/gioco-d-azzardo-patologico-gap-;jsessionid=9DC1366358AC19688BD56DF2071CB4C3.web-rt-as01-p2
http://www.toscana-notizie.it/-/ludopatia-approvato-dalla-giunta-il-logo-no-slot
https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4033-comportamenti-alla-guida-e-stili-di-vita-a-rischio-nei-ragazzi-in-toscana.html

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