Dipendenze

La Dipendenza Affettiva: tra le più diffuse e latenti, anche tra i teenagers

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Negli ultimi anni la definizione di “dipendenza” si è estesa dalle tradizionali tossicodipendenze, come droghe o alcol, verso concetti più psicologici e comportamentali.
Sempre una dipendenza ha un “oggetto” di attrazione, che può essere una sostanza, una persona, un’abitudine che tende ad essere ripetuta e che, in molti casi, serve a coprire fragilità e insicurezze.
In questo articolo, ci occupiamo di una patologia che, probabilmente, è tra le più comuni, ma allo stesso tempo tra le più difficili da individuare. Stiamo parlando della Dipendenza Affettiva (spesso abbreviata semplicemente in “DA”): essa si manifesta quando una persona vive una relazione con un’altra persona (non necessariamente un suo partner) in modo patologico, assolutizzandola e arrivando a negare se stessa, i propri bisogni, desideri, tempo e spazio vitale pur di non perderla.
La persona dipendente sembra avere un’insicurezza e fragilità che la porta non a vivere realmente il rapporto affettivo e neanche a dare molto all’altra persona, ma a ricercare solo conferme e rassicurazioni.
Chiaramente, possono esserci diverse entità e gradazioni di questa dipendenza, come anche diverse forme.
Non ultime, anche forme di violenza psicologica. L’altro diventa oggetto di culto e da qualcuno, arriva a essere considerato quasi come una “proprietà privata”; possono esserci forme di gelosia morbosa, che possono portare anche a ira e violenza.
Tra gli adolescenti non di rado si assiste a relazioni “malate” di questo tipo.
Per antonomasia, l’adolescente vive l’età in cui sta formando la sua personalità e, dunque, ha al suo interno problematiche ed insicurezze che può cercare di coprire o mascherare con un rapporto esagerato, assolutizzante con un’altra persona.
Non è facile comprendere quale sia il confine tra la generosità, la dedizione che, ad esempio, una ragazza può avere verso un ragazzo e l’annullamento dell’io, in vista della conquista di una sicurezza affettiva, di un sentirsi meno soli…
Il consulto e l’accompagnamento psicologico, in questi casi, sono fortemente consigliati e possono portare a superare le fragilità e insicurezze che non solo hanno creato un rapporto malato, ma hanno privato la persona di se stessa, della propria libertà, delle proprie prospettive, della propria vita.

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