Fuori dal tunnel

Scommettiamo? Ci sono persone a cui non basta scommettere solo qualche euro

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di Giada 3 E Ascoli De Andreis

Scommettiamo? Ci sono persone a cui non basta scommettere solo qualche euro

Tutti noi almeno una volta abbiamo fatto una scommessa, magari con poco come 1 o 2 euro; ci sono persone a cui non basta scommettere solo qualche euro. Arrivano a spendere migliaia di euro e a vivere solo per il gioco d’azzardo dimenticandosi della famiglia e del lavoro…
Sia che si vinca o che si perda, scommettere ti invoglia a continuare per vincere di più o per recuperare i debiti.

Etimologia della parola “azzardo”

Ma dove e quando inizia il gioco d’azzardo? Fin dai tempi dell’Impero Romano e dell’antica Grecia le scommesse facevano parte della routine quotidiana. Volgiamo uno sguardo all‘etimologia della parola “azzardo”. Deriva dal francese “hasard” che a sua volta deriva dall’arabo “az-zahr” che si traduce come “dado”. I dadi sono sempre stati i maggiori protagonisti del gioco d’azzardo.

Esistono 3 tipi di giocatori:
– i giocatori abituali
– i giocatori occasionali
– i giocatori patologici
Quest’ultimi si dicono affetti da GAP (gioco d’azzardo patologico). Coloro che soffrono di questa patologia giocano tutto ciò che hanno nella speranza di vincere di più o di recuperare ciò che hanno perso.

Le fasi del GAP

Ci sono varie fasi:
– Fase vincente: la persona vince una somma sostanziosa ed è invogliata a cercare di vincere di più
–  perdente: la persona perde una somma sostanziosa ed è invogliata a giocare per recuperare
–  di disperazione: la persona perde qualcosa che non può sostituire e il suo sub-conscio lo obbliga a giocare per recuperare
– critica: la persona perde tutto e riesce a chiedere aiuto
– di ricostruzione: la persona gioca sempre meno e cerca di migliorare la sua condizione
– di crescita: la persona gioca sempre meno fino a smettere e cerca di migliorare la sua condizione economica e sociale
Non tutti riescono ad arrivare alla fase di crescita, molti si fermano prima e la loro vita, ormai distrutta, non vale nulla per loro finché non si suicidano. Ma per darvi speranza voglio raccontarvi la storia di qualcuno che ci è riuscito:

La storia di Luca

Luca (nome inventato per salvaguardare la sua privacy) divenne dipendente dal gioco d’azzardo e spese quasi 850 000 euro in scommesse. Aveva una routine alquanto bizzarra: si alzava alle 7 e puntava su un sito online estero. Durante la mattinata cercava soldi girando per la sua città. Il pomeriggio lo passava tra slot e bar in luoghi e orari prefissati. Dalle 22 alle 4 di notte giocava con un suo amico. Un giorno decise di chiedere aiuto e con una terapia e dei limiti è riuscito a uscire da questo giro e adesso la sua patologia non gli crea più problemi.

Fonte

Leggi sul gioco d’azzardo su Prima Pagina

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