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Dopo le proposte che avete letto nell’altro nostro post, abbiamo scelto di parlare della canzone di Achille Lauro “Rolls Royce”. 

Abbiamo scelto di lavorare su questa canzone perché parla di eccesso. Torna più volte la parola vita, ma il cantante descrive una vita che non prevede serenità e spensieratezza. La maggior parte dei personaggi citati sono figure legate in qualche modo alla droga e al vivere senza freni, personaggi che sembrano non essere stati in grado di gestire il successo e quindi hanno fatto ricerca di altro da sé per poter sopravvivere. Cita tutti i personaggi che hanno dovuto vivere sotto i riflettori, tralasciando la loro dimensione privata. Il cantante infatti nel corso della canzone dice una frase secondo noi molto importante: “non sono stato me stesso mai”. Non essere sereni con se stessi potrebbe infatti portare a fare uso di sostanze, a cercare il proprio essere in altro, senza mai riuscire a trovarlo.

Dalla parole del testo emerge che il cantante più che volere essere famoso desidera essere famoso. La vera emozione che prova è il desiderio della notorietà, non la fama di per sé. In fondo alla canzone si capisce che il desiderio del cantante sia quello di morire all’apice della fama e del successo senza dover imparare davvero a gestirlo, senza rischiare di morire dimenticato. Una volta raggiunta quella fama infatti sembra desiderare solo la fine. Inoltre il continuo ripetere il nome di personaggi morti e le parole che si ripetono creano un effetto di angoscia.

di teofox

Ludovico Maria Enrico Einaudi è un compositore italiano specializzato in pianoforte. È nato il 23 novembre del 1955, in Italia.
La sua carriera di musicista ha inizio nel complesso torinese Venegoni & Co., con cui ha scritto due album di nome “Rumore rosso” e “Sarabanda”. Nel frattempo continua gli studi classici e si diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi di MIlano; nel 1982 riceve poi una borsa di studio da parte del Festival di Tanglewood nel Massachusetts.
Finalmente, dopo anni di studio, la sua carriera da musicista classico inizia grazie a una serie di composizioni teatrali, che sono state eseguite anche a Firenze, al Maggio Musicale Fiorentino.

A partire dalla metà degli anni ‘90, Ludovico Maria Enrico Einaudi inizia anche a comporre delle colonne sonore per alcuni film come “Da qualche parte in città” e “Acquario”, per cui ha vinto premi prestigiosi.
Io l’ho conosciuto perché mi piace molto la musica classica, che ovviamente è un genere che può piacere o non piacere. Quando la ascolto mi rilassa, mi scuote la mente da tutti i pensieri, ma allo stesso tempo mi dà energia, perciò consiglio di ascoltarla quando siete stanchi o nervosi per una giornata faticosa e piena di cose da fare.

di halways_hp & mensola

Recensione di Harry Potter – Tutta la saga di Harry Potter in un post

Harry crede di essere un bambino come tutti gli altri ma,  nel suo 11° compleanno, scopre di essere un giovane mago. Cosí Harry frequenterà la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts e sarà proprio lì che incontrerà i suoi due futuri migliori amici Ron e Hermione.
Tra lezioni di trasfigurazione e avventure nella foresta proibita, alla fine del suo primo anno si ritroverà niente meno che davanti al suo più acerrimo nemico, nonché uccisore dei suoi genitori: il mago oscuro Lord Voldemort.

Il secondo anno ad Hogwarts

Il secondo anno ad Hogwarts comincia invece nel peggiore dei modi: un elfo domestico di nome Dobby cerca di impedirgli di tornare a scuola. Ma le sorprese non sono finite! Dopo un noiosissimo complemorte,Harry Ron e Hermione si ritrovano accusati di aver pietrificato l’amato gatto del sig.Gazza, custode della scuola. Cosí si scopre che la camera dei segreti è stata aperta.Harry alla fine dell’anno riuscirà ad entrarci ed a salvare Ginny la sorellina di Ron sconfiggendo la seconda volta voldemort.

Pericolo mortale

Dopo un’altra terribile estate con gli zii, Harry scappa di casa e va a Diagon Alley dove incontrerà i suoi amici e scoprirà di essere in pericolo mortale, infatti il famigerato pluriomicida Sirius Black è scappato dalla sicurissima prigione dei maghi. Si scoprirà però che non è lui il pericolo ma…il topolino di Ron! Quest’ultimo è infatti un animagus e perciò può trasformarsi in umano. Harry e i suoi amici riusciranno a far scappare Sirius ma anche il topo Peter Minus si salverà.

Il torneo

Durante il 4° anno a Hogwarts si svolge il torneo Tremaghi ma qualcuno ha messo il nome di Harry nel Calice di Fuoco e quindi lui sarà costretto a partecipare come quarto concorrente ad una competizione molto pericolosa per lui.
Alla fine del torneo morirà un suo amico di nome Cedric Diggory ucciso da… ve lo potete immaginare!! Anche quest’anno Harry dovrà affrontare Colui Che Non Deve Essere Nominato che è diventato ancora più potente di prima. Per fortuna Harry si salverà anche questa volta per un pelo.

Il 5° anno

Il 5° anno si annuncia burrascoso, il ministro della magia infatti, non crede a quello che ha detto Harry sul Signore Oscuro. Così i ragazzi dovranno allenarsi da soli per sapersi difendere. Infatti, alla fine dell’anno, Harry e i suoi amici dovranno intrufolarsi al ministero, sfuggendo alla terribile professoressa Umbridge, per proteggere la Profezia da Voldemort e i suoi scagnozzi: i Mangiamorte

Il principe mezzosangue

Per la materia di pozioni, il sesto anno Harry ha un aiutino: il suo libro di pozioni è appartenuto al principe mezzosangue che ha scritto consigli di ogni genere sul libro. Il suo nemico Draco Malfoy, figlio di mangiamorte, sta cercando di fare entrare questi ultimi nella scuola grazie ad un armadio svanitore. Nel frattempo Harry e il preside Silente ipotizzano che Voldemort abbia diviso la sua anima in sette parti utilizzando degli Horcrux (oggetti in cui si depone parte della propria anima : per farlo bisogna uccidere) e scoprono che è proprio così!.
Purtroppo i Mangiamorte, con l’aiuto del professor Piton, arrivano a Hogwarts e uccidono Silente invadendo la scuola.

Horcrux

Dopo questa occasione il libro non inizia più con la partenza per Hogwarts, Harry infatti non ci si reca e parte con Ron e Hermione alla ricerca degli Horcrux, mentre Voldemort inizia a prendere il controllo. Dopo aver distrutto i primi di questi sette oggetti, torna a Hogwarts e scopre di essere anche lui un horcrux. Harry riesce a sconfiggere finalmente Voldemort e verrà a conoscenza del passato di Piton, scoprendo che era stato in realtà un servitore fedele di Silente.

Cosa ne penso

Consigliamo tantissimo questa saga a tutti gli amanti del fantasy e del mistero. La storia appassiona fin da subito per l’intreccio tra il mondo magico e la vita reale, inoltre la scorrevolezza del testo lo rende adatto a qualsiasi pubblico di lettori.

 

La Redazione Prima Pagina S. Curato d’Ars – Milano

Il 6 aprile del 2019 durante la serata dello slot mob al BLU BAR di piazza Berlinguer a Milano, si è tenuta la presentazione del libro “Lose for life” scritto da Claudio Forleo e Giulia Migneco, quest’ultima presente. Noi del gruppo Prima Pagina abbiamo colto l’opportunità di acquistarlo e leggerlo per poter approfondire l’argomento del gioco d’azzardo in Italia.

Il libro tratta il gioco d’azzardo in Italia in modo completo e approfondito, senza appesantire la lettura che è molto leggera e semplificata grazie all’aggiunta di un glossario iniziale che permette di chiarire tutti i vocaboli usati nel mondo del gioco d’azzardo e anche dalla presenza dei dati statistici a fine libro.

Dopo la presentazione Giulia ci ha lasciato una dedica e siamo riusciti a farle anche qualche domanda.

Ci ha raccontato che, prima di lavorare per Avviso Pubblico, aveva avuto esperienze giornalistiche: prima nel giornalino del Liceo e successivamente in quello universitario.

Proprio durante il periodo universitario ha avuto un’esperienza nel campo della dipendenza dal gioco d’azzardo; un suo coinquilino sperperava il suo patrimonio giocando alle macchinette o i giochi online e lei, con gli altri due coinquilini, cercava di farlo smettere ma non aveva le capacità e le conoscenze per aiutarlo al meglio. Per questo motivo, quando il direttore di Avviso Pubblico (Roberto Montà) le ha proposto il progetto del libro “Lose For Life“, lei ha accettato con piacere.

Dopo le ricerche fatte, insieme al collega Claudio Forleo, è tornata dall’amico ed è finalmente riuscita ad aiutarlo.

https://altreconomia.it/prodotto/lose-for-life/ 

 

di cuore_blu

“A un metro da te” è un film uscito quest’anno (2019), che mi ha fatto emozionare davvero tanto.
Parla di due ragazzi, Stella e Will, affetti da una malattia non molto comune chiamata “fibrosi cistica”, che non ti lascia respirare bene.
Stella e Will all’inizio si odiano molto, Stella però vuole aiutarlo dato che lui non segue le terapie; iniziano quindi ad odiarsi sempre meno e si sviluppa così qualcosa di più che una semplice amicizia.

Il problema più grande però è che loro due devono stare come minimo a un metro di distanza perché sennò potrebbero contagiarsi con dei batteri; riescono a stare a questa distanza, ma poi Stella si arrende e capisce che questa malattia le ha portato via le persone più care e per questo decide di avvicinarsi a meno di un metro da Will.
Stella affronterà degli ostacoli molto difficili e poi alla fine scopriremo se i due riusciranno ad avere due nuovi polmoni.
È un film molto bello e con un gran significato perché ti fa anche capire come ogni giorno queste persone malate lottino per vivere e quanto siano forti. Consiglio molto anche di leggere il libro perché secondo me merita molto, è fatto molto bene e ti farà riflettere sicuramente.

di di cf14

Prima del primo incontro di questo progetto la nostra professoressa ci ha chiesto di inventare un nostro nickname. Al primo incontro ci hanno insegnato come entrare sul nostro profilo di PRIMA PAGINA e quando sono tornata a casa sono subito andata a scrivere il mio primo post.
In altri incontri abbiamo invece parlato del cyberbullismo e degli hacker, mentre in uno degli ultimi incontri abbiamo fatto un gioco con una palla fatta con della carta e quando te la passavano dovevamo dire qual è la l’app che più utilizziamo più in assoluto…è venuto fuori che la più usata in classe nostra è YouTube. Questo gioco mi ha fatto capire che tutti usiamo le stesse app e che abbiamo tanto in comune…
Le cose che mi sono piaciute di più di questo progetto sono le storie che Francesca ci leggeva alla fine e io ogni volta cercavo di capire quale era la parola protagonista della storia che ascoltavamo. Mi è piaciuto anche il fatto che ho imparato molte cose in più su come usare il telefono e su come farlo in modo più sicuro. E poi ho capito che mi piace scrivere sul web quando ho del tempo libero.

La lotta per la libertà

di Sara Bandettini (bande05), Emily Lule (pizza06) e Diana Spadafora (dia06)

Da sempre le donne, sono state meno importanti e hanno avuto meno libertà: hanno combattuto per essa, ma tutt’oggi questa libertà non l’hanno ottenuta!
Molte donne hanno lottato e sono state riconosciute per questo,ecco alcune di esse :
RUSSIA=
ANNA POLITKOVSKAJA:
In Russia molti libri erano proibiti e alcuni di essi erano scritti da autori che lei amava, perciò i suoi genitori glieli procuravano segretamente.
Queste grandi passione per la scrittura e per la lettura la portarono ad inseguire il suo sogno e a diventare una giornalista.
Quando scoppiò la guerra di dipendenza contro la Russia in Cecenia (posto in cui viveva) Anna decise che doveva scrivere quello che stava realmente accadendo, ma al governo russo non piacque l’idea quindi cercarono di ostacolare la giornalista in tutti i modi. Anna mise a rischio la sua vita per avere la libertà di scrivere, una volta suo marito le chiese:” perché vuoi riscshiare la vita?” e lei disse:” il rischio fa parte della mia professione”.
ITALIA=
ARTEMISIA GENTILESCHI:
Nel 1583 nasce una ragazza che divenne una pittrice straordinaria.
Artemisia figlia di Orazio Gentileschi, fin da piccola le fu insegnato a dipingere.
A 17 anni fece vari capolavori, fu molto criticata perché a quell’epoca le donne non potevano neanche avvicinarsi alle botteghe.
Un giorno il padre chiese ad Agostino Tassi (un famoso pittore) di insegnare ad Artemisia la prospettiva.
Agostino innamorandosi di Artemisia le propose di sposarlo più volte, ma lei rifiutò sempre.
Le cose peggiorarono e la ragazza denunciò così Agostino.
All’inizio nessuno credeva a lei ma infine Agostino fu riconosciuto colpevole, oggi artemisia è riconosciuta come una dei più grandi pittori del modo.
EGITTO=
HATSHEPSUT=
nel 1508 a. c. regnava Hatshepsut la prima “donna” faraone, a quel tempo l’idea che la donna potesse essere faraone era così strana che Hatshepsut dovette fingere vestendosi e comportandosi da uomo, per convincere gli egizi che era una legittima sovrana. infatti si dichiarò re e non regina, ma a quanto pare non fu sufficiente, infatti 20 anni dopo la sua morte, qualcuno cercò di cancellarla dalla storia, distruggendo le statue che la rappresentavano e rimuovendo il suo nome da ogni scritto.
REGNO UNITO=
MARGARET THATCHER:
Margaret Thatcher fu una donna che fin da bambina non temeva ciò che gli altri pensavano di lei perché riteneva giusto ciò che faceva.
Studiò chimica e diventò scienziata, ma la sua vera passione era la politica, così cercò di farsi eleggere dal parlamento britannico, le prime due volte non ci riuscì, così Margaret decise di tornare all’università per studiare legge. Quando giunsero le nuove elezioni non fù presa in considerazione perché gli uomini del suo partito pensavano che una giovane madre non fosse adatta alla vita in parlamento.
Alla fine alla sua quarta candidatura fù eletta primo ministro ed ebbe un successo tale che diventò la leader del partito conservatore
AFGHANISTAN=
SONITA ALIZADEH:
Sonita vive in Afghanistan e all’età di 10 anni i genitori le dissero:”dobbiamo venderti in sposa”; così cominciarono a comprarle dei bei vestiti e prendersi cura di lei, di più di quanto non avessero mai fatto.
Sonita non voleva sposarsi, voleva studiare, scrivere e cantare canzoni, quando lo disse a sua madre lei rispose:” Ci servono i soldi per comprare una sposa per tuo fratello maggiore. Non abbiamo scelta. Dobbiamo vendere te”.
Sonita fu venduta, ma il matrimonio sfumò a causa della guerra scoppiata in Afghanistan. Sonita e suo fratello furono mandati a vivere in un campo di rifugiati in Iran dove andò a scuola e iniziò a scrivere canzoni. Quando compì 16 anni sua mamma andò a trovarla perché avevano trovato un altro marito disposto a comprarla.
Sonita rispose di no, non voleva sposarsi, voleva fare la rapper.
Scrisse una canzone molto dura che s’intitola “brides of sale” (spose in vendita), la caricò su you tube e divenne virale. Sonita conquistò la fama e vinse una borsa di studio per studiare musica negli Stati Uniti.
ADESSO CITIAMO DELLE FRASI DI ALCUNE DONNE CHE CI HANNO COLPITO.
“Le piante più umili nascondono segreti sorprendenti” – Ameenah Gjrib-Fakim
Ci ha colpito particolarmente perché secondo noi fa riferimento anche alle donne, usando la similitudine delle piante.
“Nessuno può dirmi cosa posso e cosa non posso fare” – Amna Al Haddad
Visto che nei paesi arabi le donne non hanno libertà, una frase così ha molto valore.

“Gli dimostrerò quello che so fare con la mia vita” – Balkissa Chaibou
Questa frase anche essendo semplice ha un significato profondo, ognuno è libero di fare ciò che vuole purché non faccia male agli altri.
“Il desiderio di combattere per la libertà è più forte della paura” -Claudia Ruggerini
“Quando una donna decide di cambiare, tutto intorno a lei cambia” – Eufrosina Cruz
“Dovete volere! Avete diritto di chiedere! dovete desiderare.” – Evita Peròn
“A ogni bambina che sogna in grande dico: si, puoi essere tutto ciò che vuoi. Anche presidente.” – Hillary Rodham Clinton.
“Che le generazioni future sappiano che anche le donne in uniforme garantirono lo la libertà.” – Mary Edwards Walker.
Il significato di questa frase e che ogni donna è libera di vestirsi a modo suo.
“Vi dico cos’è la libertà per me: non avere paura” – Nina Simone
“Quando le donne vedranno altre donne fare questo lavoro, sapranno che anche loro possono farlo” – Xian Zhang

 

fonte foto:

Artem Beliaikin su pexels

 

di lorit 06
(Lorenzo Colella)

Rocket League è un videogioco sportivo pubblicato nel 2015 da Psyonix Studios per PLAY STATION4, XBOX ONE, MICROSOFT WINDOWS e NINTENDO SWITCH.
Si può giocare sia singolarmente o in più giocatori. Inoltre si può giocare la stagione in modalità offline e online giocando con gli altri giocatori. Rocket League è un gioco di calcio con le macchine, ma ha anche altre modalità sportive, come Basket e Hockey. Si può scegliere un’ampia gamma di macchine volanti dotate di kit di personalizzazione con anche enormi razzi potenziati, volare in aria per segnare gol pazzeschi, per effettuare straordinari salvataggi e per distruggere gli avversari.

Il tutto ad una velocità incredibile in arene sceniche, con una mega palla da spingere in porta o come palla avvelenata. Per me il gioco è molto divertente e dinamico, lo consiglio soprattutto a chi piace lo sport. L’unico difetto è la grafica, che non è perfetta.

VOTO IN STELLE:**

di wondermiky_official

Volevo raccontarvi di un evento successo da poco in classe.
Un giorno una mia amica appena finita la lezione, prima di uscire da scuola, si è messa a piangere perché insinuava che due nostri compagni la prendessero in giro.
Successivamente si scoprì che non era vero, ma lei continuò a pensare di sì.
Subito usciti da scuola, io ho cercato di consolarla chiedendole come ci rimarrebbe se venisse qualcuno che non conosce o qualcuno a cui non tiene a prenderla in giro; e lei ha risposto che non le importerebbe niente.
Allora io le ho detto che se a lei non importava veramente di questi due nostri compagni allora, non ci sarebbe dovuta rimanere così male.
Poco dopo arrivano due nostre compagne con un telefono nascosto a scopo di registrare eventuali brutte parole dette dalla mia amica a questi ragazzi.
E questo perché lei è molto sensibile e si mette a piangere parecchie volte facendo sembrare cattivi gli altri; e queste due ragazze volevano dimostrare che anche lei dice cattiverie.
La mia amica, molto arrabbiata, si sfoga un po’ e dice che questi ragazzi ‘’devono andare a morire’’.
Appena giriamo le spalle alla mia amica le due ragazze mi confessano che hanno registrato tutta la conversazione e l’hanno mandata ai due ragazzi a cui la mia amica augurava la morte.
Io senza rendermi conto della gravità della situazione sono stato zitto e non ho difeso la mia amica.

Una settimana dopo questo lo viene a sapere grazie a un altro compagno e naturalmente lei si mette a piangere, restando molto delusa dalle compagne che pensava essere sue amiche.
La professoressa venendo a sapere ciò che era successo dalla professoressa dell’ora prima si arrabbia; e si arrabbia non solo con le ragazze che hanno fatto la registrazione ma anche con i testimoni che non hanno fatto niente.
Fra questi ci sono anch’io.
Io le ho detto la verità cioè che ero presente quando è successo ciò e che quando ho saputo della registrazione non ho fatto niente.
Allora lei mi ha chiesto perché io non avessi né fatto né detto niente e io inizialmente non ho saputo rispondere ma poi ho confessato che non ho fatto niente perché ormai la registrazione era stata fatta e inviata, e non ho detto niente per due motivi, primo perché non volevo far rimanere male la mia amica e secondo perché non volevo fare la spia.
La prof. mi ha detto che ero colpevole quanto le ragazze che avevano fatto la registrazione e che non se l’aspettava da me.
All’inizio ero convinto che non avevo colpe e che la professoressa avesse esagerato a dare tutto questo peso a me.
Quando sono tornato a casa ero ancora di quest’idea,e ho raccontato tutto a mia madre che puntualmente ha dato ragione alla professoressa.
Nonostante questo mia mamma mi ha dato un consiglio molto importante, una cosa a cui io stranamente non avevo pensato, cioè quello di riflettere su quello che avevo detto, quello che NON avevo detto e quello che ha detto la prof..
Da qui ho capito che non avevo pienamente ragione, cioè mi sono reso conto VERAMENTE che sono stato cattivo e un non vero amico a non intervenire quando le due ragazze mi hanno detto della registrazione e a non dire niente il giorno dopo a nessun insegnante, ciononostante sono del parere che la prof. se la sia presa di più con me che con le persone che hanno fatto la registrazione e questo proprio non lo capisco.

Secondo me tutto questo si può riassumere con una sola frase:
LE TUE AZIONI SONO I TUOI MONUMENTI.

Questa frase è molto importante, presa da un’iscrizione su una tomba egizia,  Vuol dire che ciò che facciamo ci rappresenta e secondo me questo avvenimento non mi rappresenta in generale, però nella vita si fanno sempre errori e gli errori fanno parte di noi e del nostro modo di essere.

Inoltre ho anche capito che dallo scherzo si può passare ad un reato punibile dalla legge.
E che c’è una voglia matta di trasmettere ciò che facciamo e ciò che diciamo in giro sui social, senza capire il pericolo che rischiamo; perché ciò che postiamo può essere usato contro di noi.
Ad esempio se i genitori della mia amica avessero voluto avrebbero potuto far carcerare o far pagare una grossa multa ai genitori delle ragazze che hanno fatto la registrazione, non solo perché già il fatto di registrare la voce di qualcuno (o fare video o foto) senza il consenso scritto e/o orale è illegale, perlopiù queste ragazze hanno fatto anche girare la registrazione su WhatsApp.
Ma io mi chiedo una cosa, se i ragazzi che hanno ricevuto la registrazione l’avessero fatta girare anche ad altre persone, che sarebbe successo?
Io in tutto ciò sono rimasto molto colpito dall’atteggiamento maturo che i due ragazzi hanno avuto nei confronti della mia amica che li ha mandati esplicitamente ‘’a morire’’, perché loro, nonostante in realtà non avessero fatto niente, una settimana prima sono sembrati i cattivi della situazione.

Una volta ascoltata la registrazione l’hanno eliminata subito, proprio perché sapevano che se qualcuno l’avesse trovata nel loro telefono, ci sarebbero potuti essere problemi e anche perché una volta ascoltata la registrazione era inutile tenerla nel telefono.

È proprio da questi errori che si impara che cos’è l’amicizia secondo me.
Per me trovare un vero amico è veramente difficile, ma ancor di più lo è esserlo.
Di sicuro da questa vicenda ho capito come migliorarmi come persona, ma soprattutto come amico.
Un vero amico non ti giudica e ti difende sempre.
Io tutte le volte che parlavo di amicizia mi credevo un bravo, buono e vero amico ma dopo questa vicenda mi sono seriamente messo in dubbio.
Di sicuro come ho già fatto, rifletterò ancora e ancora fino a quando non sarò il ‘’vero amico’’ che vorrei essere.

 

Foto di
vjapratama su pexels

C’è un fenomeno, in sociologia, che prende il nome di “accelerazione del mutamento”: le innovazioni tecnologiche della nostra epoca sono sempre più rapide, generando cambiamenti nelle abitudini di miliardi di persone. Sui binari di questo cambiamento viaggiamo tutti, ma a velocità diverse, a seconda dell’età, della cultura, della conoscenza degli strumenti tecnologici, del luogo in cui viviamo e così via.

Tutto questo, dunque, vale anche per le buone e cattive abitudini: esse sono cambiate e soggette a mutamenti continui.  Per fare volontariato, ad esempio, esistono app che ricercano ragazzi in una determinata area e li reclutano per attività meritorie, come mense dei poveri o accompagnamento di diversamente abili. Per procurarsi droghe, d’altronde, esistono canali di telegram dedicati, divisi per aree geografiche. Oppure, con modalità semplicissime, i ragazzi possono scambiarsi in un secondo informazioni circa i bar e i locali che vendono alcolici anche ai minorenni, o addirittura tali bar possono contattare potenziali clienti tra i minori.

In un mondo che accelera sempre di più, i pericoli (e i comportamenti virtuosi) sono sempre più vicini, sempre più a portata di mano (e di click). Oggi, come ieri, è necessario svolgere un’attività di sensibilizzazione contro l’utilizzo di sostanze: conoscere i danni, i disastri fisici e psicologici a cui si va incontro abusando di droghe, alcool, giocando in maniera compulsiva. Ed è importante conoscere i modi, vecchi e nuovi, per chiedere aiuto, conoscere le nuove sostanze (purtroppo ce ne sono tante), i nuovi comportamenti a rischio.

Ci sono modalità che diremmo “sorprendenti” (in negativo) per cadere nella trappola dei comportamenti a rischio: ad esempio, giocare on line alla playstation e acquistare “poteri” con soldi reali in maniere dubbie. Tutti questi fenomeni necessitano di approfondimenti.

Come curatori di questa testata, al centro di queste tematiche (che appaiono in parte molto “tecnologiche”) vogliamo mettere sempre l’uomo, in particolare il giovane. Il mondo cambia, ma il bisogno di felicità del giovane, le delusioni, le sofferenze, le angosce sono sentimenti sempre uguali.  Dunque l’obiettivo di questo giornale on line è non solo informare e mettere in guardia dai pericoli, ma anche fornire testimonianze positive (ad esempio da parte di persone che sono venute fuori dal tunnel di una dipendenza), suggerimenti su cose belle da fare, moderne ed innovative, coinvolgenti ed appunto giovani. Il fascino delle cose belle, profonde, che riempiono la vita è spesso sottovalutato: è anche per questo che, talvolta, trionfa il fascino del male, dei comportamenti a rischio ed estremi.

I ragazzi sono sempre molto attratti dalle parole ed opinioni dei loro coetanei, oggi più di ieri, visto che è sempre più difficile conoscere i luoghi e le situazioni, reali e virtuali, in cui la loro vita si svolge. Per questo, molti articoli, servizi, inchieste, saranno scritti da ragazzi stessi, con contenuti più “vicini” e comprensibili per i giovani lettori.

In conclusione, su questo giornale pubblicheremo tutto quello che, a nostro parere, è necessario divulgare per formare, informare, aiutare, supportare, divertire, intrattenere i ragazzi, convinti che costoro sono il fondamento della nostra società.  Queste notizie, dunque, sono per noi le più importanti in assoluto, perché posso cambiare la vita di giovani che hanno imboccato (o possono imboccare) strade rischiose; o cambiare la vita di giovani che, come spesso accade, sembrano essersi ripiegati su se stessi e sui loro cellulari e aver smarrito la strada della loro libertà ed indipendenza interiore, l’unica che può condurli alla felicità

Le notizie della nostra testata, “Primapagina.org”, mirano a formare giovani in-dipendenti, che non distruggano la loro vita con l’abuso di sostanze, ma anche che non l’appiattiscano nella mediocrità di uno schermo sempre uguale a se stesso.

Sono notizie che, per noi, dovrebbero essere inserite in prima pagina delle maggiori testate nazionali. E’ per questo che la nostra testata si chiama proprio “Prima Pagina”.

Michele Piastrella – direttore responsabile Primapagina.org