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di Adele Pontegobbi

Cento anni dalla nascita del maestro della fantasia: Gianni Rodari

In questo 2020 ricorre il centenario dalla nascita di un personaggio indimenticabile per chiunque si occupi direttamente o indirettamente di letteratura per l’infanzia. Bibliotecari, insegnati, educatori e certamente genitori dovrebbero quest’anno riaprire o aprire per la prima volta, qualora incredibilmente non l’avessero fatto prima, un libro di Gianni Rodari.

La vita e le opere

Insegnante, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, si dedicò al giornalismo e diventò collaboratore di diversi prestigiosi giornali italiani, ebbe contatti con la Resistenza e dagli anni ‘50 in poi iniziò a pubblicare le sue opere dedicate all’infanzia. Il suo primo testo per ragazzi è del 1951, “Il libro delle delle filastrocche” Dal 1958 inizio a lavorare a Paese Sera come inviato speciale e contemporaneamente fu anche autore del programma televisivo della Rai Giocagiò, mutuato dal format Playschool della BBC. Tra le sue opere più famose: Filastrocche in cielo e in terra, Favole al Telefono, Il pianeta degli alberi di Natale, La freccia azzurra, La torta in cielo, I viaggi di Giovannino Perdigiorno. Lo consacra eccelso autore per ragazzi il “Nobel per la letteratura dell’infanzia”, ovvero il Premio Hans Christian Andersen e sarà l’unico italiano ad oggi ad averlo ricevuto!

La Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie

Nel 1973 esce “La Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie”, una guida, un capolavoro di spunti per chi volesse scoprire i meccanismi che animano il fantastico e infinito potere immaginifico dei bambini, riuscendo così a farlo esprimere al meglio. Per Rodari la fantasia e l’immaginazione devono trovare naturalmente casa dove si educa e anche gli errori diventano spunto per creare ed inventare qualcosa di nuovo da cui imparare sempre.

Francobollo-Russo-1992-Rodari
Rappresenta la storia di Cipollino e il cavalier Pomodoro

Andò spesso in Unione Sovietica, dove I suoi libri erano molto apprezzati e usati nelle scuole.
Nel 1976 fondò un’associazione chiamata Coordinamento Genitori Democratici, Onlus che mirava a diffondere i valori di una scuola antifascista laica e democratica. Fino al 1980, quando morì (era il 14 aprile) fu attivo e tenne incontri e conferenze nelle scuole dedicate a insegnanti, genitori, educatori.

Per ricordarlo

Impossibile dimenticarlo, ancora oggi i suoi testi sono spunti per la creazione di giochi e attività per chi lavora nel settore dell’educazione e della promozione della lettura. Le case editrici EL, Einaudi Ragazzi e Emme Edizioni hanno creato un sito 100giannirodari che vuole farsi connettore delle iniziative programmate in tutta Italia, dedicate al grande autore e invogliare scuole, biblioteche, associazioni, ecc.. a crearne di nuove. Sul sito potrete trovare anche attività ludiche: quiz, rebus, giochi di fantasia ispirate a Gianni Rodari, ai suoi racconti, ai suoi personaggi da usare con i ragazzi a casa o in classe. Quelle da svolgere in classe sono state inventate dal noto Stefano Bordiglioni. Belle le sezioni “Rodari da vedere” e “Rodari da ascoltare”, dove trovate i video della Rai in cui è possibile vedere l’autore intervistato, mentre nella sezione da ascoltare si trovano i podcast delle sue storie. In questo sito invece troverete molte favole e filastrocche tratte dai suoi libri.  Non possiamo certo dimenticare il parco divertimenti interamente dedicato a Rodari, costruito nella sua città di nascita, Omegna (Verbania), dove vengono svolti incontri con le scuole, spettacoli teatrali e formazione gli operatori del settore educativo.

Fatevi un giro sul sito del parco!

Il palazzo di gelato
“Una volta a Bologna fecero un palazzo di gelato proprio sulla Piazza Maggiore, e i bambini venivano da lontano a dargli una leccatina (…) Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro gelato, i genitori sospirano: – Eh già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna”.  Da Favole al telefono

 

 

Un libro che ho amato molto è stato Harry Potter, della Rowling. Questo romanzo piacque moltissimo ai ragazzi al momento della pubblicazione e tutto oggi continua ad essere fra i libri preferiti dai giovani lettori. Ma perché Harry Potter piace così tanto?

L’amore per le saghe

Innanzitutto è una saga, e le saghe hanno la capacità di catturarti e non abbandonarti più. Ogni pagina che leggi ti avvicina al protagonista: i suoi amici diventano tuoi amici, le sue sofferenze sono le tue sofferenze, e così via.
Harry Potter mi ha appassionato così tanto che ancora oggi, nei momenti di dubbio lo rileggo e mi sento come se stessi parlando con un vecchio amico. Rileggendo le pagine della saga ritrovo tutte le emozioni, tutti i pensieri che ho avuto leggendo quelle righe.

Immedesimarsi

Nel mio come in molti altri casi, il libro viene letto in prima, seconda media. Così si attende con ansia il proprio undicesimo compleanno controllando continuamente la cassetta della posta senza però trovare mai nulla. La somiglianza di età fra il lettore e il protagonista ti avvicina a lui al punto di, in alcuni casi, di confrontare alcune situazioni della nostra vita con quelle del libro.
Harry Potter è scritto bene, in modo facile e veloce, ha un mondo magico così articolato che a tratti credi che sia reale. Ti trascina ed è quasi impossibile resistere alla tentazione di leggerlo.
La particolarità di questa saga è che cambia senza che tu te ne accorga, poco prima il protagonista era un bambino, poi un adolescente ed infine un adulto. Penso che la Rowling volesse che Harry accompagnasse i lettori durante il proprio percorso di crescita.

La nostalgia quando finisce

Ma giunti alla fine della saga ci si sente incompleti, come se una parte di noi ci avesse abbandonato,
per rimediare si visitano tutti i siti, si guardano i film e si fanno i test sui libri. Ma nulla riempirà mai
lo spazio vuoto che i libri di Harry Potter hanno lasciato nel cuore dei lettori. Così ci si ritrova a rileggerlo due, tre, quattro volte finché non si conosce ogni frase alla perfezione, ogni parola e sensazione, lasciandoci per sempre un amore incondizionato per la saga.
Harry Potter non è solo un libro, è un amico con cui puoi confidarti, un punto di riferimento.

Photo by Dzenina Lukac from Pexels

Recensione Harry Potter

“TIK TOK” è il nuovo social network cinese

“TIK TOK” è il nuovo social network cinese che, negli ultimi anni, ha avuto un successo planetario, spopolando tra i ragazzini. È un’app che va sempre più di moda, che tutti devono installare sullo smartphone per sentirsi alla pari con gli altri, un’app che, come Instagram, può creare dipendenza. Voi vi chiederete cosa ci spinge a stare connessi ed a controllare freneticamente le notifiche e noi vi rispondiamo che è sufficiente trascorrere troppo tempo “attaccati” a quell’app per diventarne subito dipendente.

Per dipendenza si intende: “un’alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull’abitudine”. (it.m.wikipedia.org)

Tik Tok ci permette di comunicare online attraverso il caricamento sulla piattaforma di brevi video con cui i vari profili si presentano, riscuotendo più o meno successo nella community. I video possono appartenere alle seguenti categorie:
-challenge -trend -storie -playpack -video musicali -danza -comici -tutorial

I pro e i contro di Tik Tok

Ovviamente, come ogni cosa, anche Tik Tok ha dei PRO e dei CONTRO 🆚

PRO: è un modo simpatico di socializzare, un modo per divertirsi con gli amici, per conoscere nuove canzoni, educativo e insegna ad aver a che fare con discorsi e webcam.

CONTRO: alcuni video possono essere non appropriati, il social network può causare dipendenza ed invadere la privacy, è capitato che alcuni autori di video venissero pesantemente insultati e presi insultati e presi in giro.

PARERI PERSONALI :

Secondo noi alcune persone giudicano un pò frettolosamente il social network TIK TOK.
Può essere un modo per sfogarsi, per trovare persone che ti vogliano bene, ma soprattutto un modo per divertirsi! – tosca

Alcune persone dicono che è pericoloso, ma solo se si usa in modo sbagliato. TikTok è un’app che serve per far divertire e farsi conoscere e diventare amici. -Alice

Penso che TikTok sia un’applicazione dove le persone possono esprimersi attraverso brevi video e non pericolosa se chi la utilizza sa difendersi e sa riconoscere chi può esserci dall’altra parte di un commento. -Caixun

Dicono che Tik Tok possa essere pericolosa ma solo se usata in modo scorretto. Quest’app può far divertire gli utenti e permette loro di sfogarsi realizzando dei video. Se viene usata in modo scorretto può essere pericolosa e creare danni alla persona. -Ludovica

Secondo me, molte persone, soprattutto gli “sfigati” o coloro che non utilizzano TIK TOK, esagerano e minimizzano nel giudicarla come un’app pericolosa ed inutile. Tutti giudizi negativi!! Invece se la si analizza con attenzione questa applicazione permette alle persone di scambiarsi consigli, di aiutarsi. I video ti fanno sentire libero di esprimere te stesso ed è per questo che secondo me è una bella applicazione. -Veronica

_aliii._ vero07 Tosca-mellina -Caixum _.ludoo._ Classe 1A – Scuola secondaria di Primo Grado – Via Cipro – Milano

http://vm.tiktok.com/dAAuLX/

di Adele Pontegobbi

Internet Festival a Pisa: il futuro è già qui

Da ieri è iniziato a Pisa l’Internet Festival, giunto alla sua nona edizione. Festival nato dalla volontà di Regione Toscana, il Comune di Pisa, il Cnr e di altre realtà culturali d’eccellenza presenti nel territorio pisano (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore di Pisa, Registro, l’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, ecc… ecc…) anche quest’anno è ricco di eventi, incontri ed esperienze in cui immergersi.
Grande spazio alle iniziative dedicate a bambini e ragazzi segnalate con l’hastag #leregoledelgioco, che sottolinea quanto sia importante iniziare prima possibile a maneggiare le regole del gioco della Rete, per riuscire a cogliere le opportunità da questa offerte, evitarne le insidie in modo intelligente e creativo.
IF KIDS, spazio tematico dedicato ai bambini dagli 0 ai 6 anni e alle loro famiglie propone l’area gioco
esperienziale nominata “La curiosità come regola”, dove i partecipanti potranno prendere confidenza con i concetti del mondo digitale, accompagnati nell’esplorazione da alcuni educatori senza bisogno di nessun dispositivo digitale, sembra proprio partendo dal labirinto di Pac Man. Per rilassare i piccoli curiosi presenti anche delle sessioni di mindfulness e yoga.
Per tutti la possibilità di sperimentare grazie alla realtà virtuale di “Moon Landing”, l’allunaggio dell’Apollo 11 o la materia oscura grazie a Darkside20k, documentario sul futuro rilevatore di materia oscura realizzato sotto 1400 metri di roccia all’interno del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso.

Facce e suoni

Se passeggerete nel Centro Congressi Le Benedettine , vi potrete imbattere nell’installazione “The Sound of the Crowd”, che trasformerà i volti del pubblico in suoni attraverso la tecnica del riconoscimento facciale, pescandoli dalle telecamere di sicurezza presenti in tutti gli spazi del festival. I partecipanti all’Internet Festival si troveranno così a costituire una sorta di orchestra, declinando in maniera artistica l’uso del riconoscimento facciale, associato normalmente al controllo.

I temi più attuali saranno affrontati in questo festival: dalla blockchain al funzionamento delle criptovalute, non dimenticando il tema della sicurezza, non affrontato solo dal punto di vista tecnico, ma anche educativo. Non mancheranno anche laboratori e incontri sul tema del cyberbullismo e hate speech: verrà presentato anche il libro “Penso, parlo, posto. Breve guida alla comunicazione non ostile” DI Carlotta Cubeddo e Federico Taddia, “Super Robin contro i bulli” di Roberto Morgese  e anche “Il ritiro sociale degli adolescenti” di Matteo Lancini, che oltre ai temi sopra indicati affronta il tema degli hikikomori, del videogaming patologico e del gioco d’azzardo.

L’ambiente

Non poteva mancare il tema l’ambiente in questo Internet Festival, Legambiente infatti ci propone l’esperienza del riscaldamento globale, facendoci provare le temperature previste per il 2030 nella “bolla” di 18 metri per 4, appositamente costruita. Verrà presentata anche SOILapp, strumento per monitorare lo stato di salute del suolo e ci sarà la possibilità di venire aggiornati  sugli accordi internazionali in merito al  cambiamento climatico nel laboratorio “Mi manca l’aria”.

Non aspettate, il futuro è già qui.

di Adele Pontegobbi

Informazioni e notizie false sui social: i libri per parlane con i ragazzi

Dal 2016 il problema della diffusione di informazioni e notizie false sui social media è emerso con forza, con conseguenze spesso dannose per la convivenza democratica.
Tra le “Raccomandazioni relative alle competenze chiave per l’apprendimento permanente” (vere e proprie “Life skills”) del Consiglio Europeo del maggio 2018, si pone l’accento sull’importanza che il cittadino del presente e del futuro debba: “…assumere un approccio critico nei confronti della validità, dell’affidabilità e dell’impatto delle informazioni e dei dati resi disponibili con strumenti digitali…”. 
Compito della scuola dovrebbe essere anche quello di contribuire attraverso differenti stimoli a costruire nei ragazzi un atteggiamento riflessivo e critico, improntato alla curiosità, che non li trovi inermi e passivi di fronte ai numerosi contenuti inadeguati in cui possono imbattersi on line.

Riconoscere le fake news in classe. Percorsi per una comunicazione consapevole in rete

Se siete insegnanti che lavorano con ragazzi che frequentano la Secondaria di II grado, vi consigliamo un vero e proprio manuale con il quale analizzare casi recenti di bufale attraverso attività da svolgere in classe:  il libro “Riconoscere le fake news in classe. Percorsi per una comunicazione consapevole in rete” di Maria Cecilia Averame, pubblicato nel 2018 da Pearson  nella collana “Insegnare nel XXI secolo”. Come è d’obbligo in un testo che vuole inquadrare anche dal punto di vita teorico il tema delle fake news nel panoramo mediatico contemporaneo, l’autrice spazia tra storia, filosofia, psicologia e strategie di marketing, didattica e informatica.  Un ruolo importante è riconosciuto a quelle fallacie logiche con le quali veniamo sedotti dalle pubblicità o dai discorsi dei leader politici: imparare a conoscerle è già una prima difesa dalla manipolazione.

Cacciatori di bufale

Cacciatori di bufale, uscito nel 2017 per Edizioni Sonda, opera di Degl’Innocenti Fulvia, giornalista e scrittrice  e di Segré Chiara biologa e divulgatrice scientifica,  mira a risvegliare la curiosità e a fornire utili notizie e indicazioni sul tema delle fake,  ed è particolarmente adatto ai ragazzi che frequentano la Secondaria di I grado.  Vengono smontate delle note leggende metropolitane, o analizzati bufale storiche come lo scherzo degli studenti di Livorno, centrato sulle teste del noto scultore  Modigliani. Non manca lo spazio per la confutazione delle contemporanee teorie del complotto, come la negazione dell’allunaggio. La seconda parte del libro è dedicata agli antidoti per le falsificazioni e le baggianate: l’importanza delle fonti, il metodo scientifico, la raccolta e verifica delle prove. Meno trattate le fake news on line.

Destiny lo sparatutto connesso e condiviso

di cadz

Destiny, è un videogioco “sparatutto in prima persona”: all’inizio ti ritrovi a scegliere una classe: cacciatore, stregone o titano, tutte dotate di tre abilità speciali e ciascuna con poche varietà di personalizzazione dei personaggi. All’interno del gioco ti ritrovi in una discarica di auto con il tuo “spettro” che ti accompagnerà per sempre impedendo la tua morte, andando avanti troverai i primi nemici i “caduti” dei cyborg con molte braccia, e proseguendo ancora con la storia continueremo ad ottenere armi, armature, personalizzazioni e miglioramenti.

Oltre la storia ci sono i contenuti aggiuntivi: quelli del “casato del giudizio” e “l’oscurità del profondo”, tutti nel primo anno di Destiny. Nel secondo anno aggiunsero molti miglioramenti con un altro contenuto aggiuntivo chiamato “il re dei corrotti” che aggiunge appunto i corrotti comandati da Oryx, il loro re e padre di Crota che vuole anche lui distruggere la luce con un’altra incursione che ti permette di uccidere il vero Oryx gigante.

Nel terzo anno aggiunsero poi molte altre cose, come il contenuto de “i signori del ferro” in cui si combatte contro la “SIVA”, un tecnosimbionte che infetta tutto. Questo è stato Destiny, videogame che ora ha più di 4 anni ed è considerato morto a causa dell’uscita di Destiny 2; alcune volte può essere noioso ma con degli amici e con i bug sarà sempre divertente; lo si può trovare per computer, PS3 (limitato all’anno 2), PS4 e XBOX1. Il suo prezzo completo è di 60€, diminuito è invece tra i 10 e i 20€. È stato un bellissimo gioco, ma ora che è morto è arrivato il momento di giocare al 2° capitolo.

 

di cuore_blu

“A un metro da te” è un film uscito quest’anno (2019), che mi ha fatto emozionare davvero tanto.
Parla di due ragazzi, Stella e Will, affetti da una malattia non molto comune chiamata “fibrosi cistica”, che non ti lascia respirare bene.
Stella e Will all’inizio si odiano molto, Stella però vuole aiutarlo dato che lui non segue le terapie; iniziano quindi ad odiarsi sempre meno e si sviluppa così qualcosa di più che una semplice amicizia.

Il problema più grande però è che loro due devono stare come minimo a un metro di distanza perché sennò potrebbero contagiarsi con dei batteri; riescono a stare a questa distanza, ma poi Stella si arrende e capisce che questa malattia le ha portato via le persone più care e per questo decide di avvicinarsi a meno di un metro da Will.
Stella affronterà degli ostacoli molto difficili e poi alla fine scopriremo se i due riusciranno ad avere due nuovi polmoni.
È un film molto bello e con un gran significato perché ti fa anche capire come ogni giorno queste persone malate lottino per vivere e quanto siano forti. Consiglio molto anche di leggere il libro perché secondo me merita molto, è fatto molto bene e ti farà riflettere sicuramente.

di Flaglia

Carolina Picchio era una ragazza che a 14 anni, nella notte tra il 4 ed il 5 Gennaio 2013, si è suicidata lanciandosi dal balcone di camera sua a Novara.
E’ iniziato tutto ad una festa, pochi giorni prima, durante la quale si era ubriacata.
Ha perso i sensi e alcuni ragazzi se ne sono accorti ma hanno chiamato il padre solo dopo aver postato un video su Facebook in cui fingevano di avere rapporti sessuali con lei. La mattina successiva Carolina non ricordava niente ma sui social aveva ricevuto 2.600 insulti.
A scuola tutti la evitavano e nessuno le rivolgeva più la parola.Era oppressa dalla vergogna. Si era chiusa in sé stessa. Così, per mettere fine a tutto, ha scritto una lettera per spiegare il suo gesto.

“…Perchè questo ? Il Bullismo. Tutto qui. Le parole fanno più male delle botte ! Cavolo se fanno male !!! Ma io mi chiedo, a voi non fanno male ? Siete così insensibili ? Spero che adesso sarete più responsabili con le parole. Non importa che lingua sia, il significato è lo stesso…”.

Ha dato l’ultimo addio a coloro che amava, il padre e gli amici, ha aperto la finestra e si è buttata nel vuoto.
Il padre se ne è accorto solo qualche ora dopo, ma era troppo tardi. Carolina giace sul freddo asfalto del marciapiede.
Dalle successive indagini si risale ai responsabili che vengono accusati di violenza sessuale, diffusione di materiale pedo-pornografico (pornografia minorile) e morte come conseguenza.
Eppure, tutto ciò che questi ragazzi in seguito riescono a dire sono solo banali giustificazioni per scaricarsi la coscienza.

“..quando ho fatto il video a Carolina avevo solo 13 anni..”, “…era la prima festa a cui partecipavo..”, “…nel video si vede solo Carolina appoggiata al muro e un ragazzo che fa finta di tirarsi giù i pantaloni…”, “… un ragazzo gli ha fatto domande sporche, ma solo per ridere, perché era sua amica. Erano i migliori amici”, “…quando l’ho saputo mi sono disperato.
Mi sento in colpa abbastanza ma poi non così tanto alla fine. Perché io sinceramente NON VOLEVO FARE NIENTE di MALE A LEI”.

Non importano le intenzioni:ma ciò che ormai è stato compiuto!!!!
E’ possibile che ci sia chi, anche dopo essere stato dichiarato ufficialmente colpevole, si senta meno in colpa di chi colpevole non lo è senz’altro?
Il padre infatti si sente in colpa per non essere stato presente come avrebbe dovuto, per non averla aiutata proprio in quei momenti di difficoltà. E il dolore è straziante.
Nonostante ciò convince il giudice a non condannare i giovani ma a fargli intraprendere un percorso di recupero con un’assistenza psicologica. Una “messa in prova”. Un percorso lungo e faticoso durante il quale i ragazzi devono ottenere voti scolastici eccellenti, devono partecipare ad incontri con psicologi e devono svolgere opere di carità e attività solidali come aiutare anziani e disabili.
Inoltre, periodicamente, devono incontrare i giudici che valutano se il percorso è seguito con costanza fino ad ottenere risultati validi per poter ritenere concluso il percorso.
Uno degli imputatati ha seguito questo percorso per ben 27 mesi.
Secondo i dati de “il Sole 24 ore” i carcerati che seguono questi percorsi di crescita personale tornano a commettere crimini in meno del 19% dei casi mentre coloro che non seguono alcun programma di riabilitazione tornano a delinquere in quasi il 70% dei casi.
“Mia figlia ha scoperchiato un sistema, ed ora tocca a noi insistere”. Il padre ha inoltre combattuto per fare approvare la prima legge sul Cyberbullismo.
“Il cyberbullismo si può combattere! C’è bisogno di responsabili in tutti gli edifici pubblici: in particolare nelle scuole”.
Il caso di Carolina (come quello di altre vittime) rivela quanto si sottovaluti il mondo virtuale. È più pericoloso del mondo reale perché una semplice presa di giro può diventare una derisione collettiva.
La storia ci insegna anche che non è con il suicidio che si risolvono le situazioni. Uccidersi non è “mettere una fine a tutto” ma arrendersi.
Gli altri possono ostacolarti la vita, tanto da renderla impossibile ma non per questo devi gettare la spugna. Il trucco è andare avanti…
QUALSIASI COSA SIA UN DOMANI !!!!!
Se ci credi veramente nessuno potrà mai fermarti, devi riuscire ad essere superiore alle offese, non puoi arrenderti alla vita.
Carolina si chiude in se stessa e poi si suicida perché si sente sola. Ma non è vero, nessuno di noi è solo. Il conforto lo si può trovare i chiunque; anche nelle persone da cui non te lo aspetteresti mai.
Il modo migliore per affrontare certe situazioni è farlo insieme agli altri:
CHIEDENDO AIUTO!!!!!!!!

FONTI:
DOCUMENTI
• sole 24 ore
• www.corriere.it
• www.corriere.net
• www.ilfattoquotidiano.it
• www.huffingtonpost.it
• www.quotidiano.net
• www.lastampa.it

VIDEO
• www.michelesantoro.it
• www.raiscuola.rai.it

di Sara Bandettini (bande05), Emily Lule (pizza06) e Diana Spadafora (dia06)

Le donne per che cosa vengono offese?
Per come si vestono, per come sono fisicamente, per come si comportano e per quello che sanno.
Ma vi sembra giusto far star male una persona per questi motivi?
Se un maschio pubblica delle foto in nudo viene considerato figo e riceve commenti positivi
(figo, bono, bellissimo…)

Invece se una donna mette una foto in costume o anche in vestiti che mostrano le forme del corpo, le vengono dati aggettivi per lo più negativi (troia, puttana, cagna….), ma la cosa più sorprendente è che la maggior parte delle offese sono scritte da donne. Questo perché? E perché le donne apposto di supportarle le offendono? Perché non esistono queste offese al maschile? Questo è dato dal fatto che siamo abituati a vedere la donna come colei che resta a casa a fare le pulizie ed a badare ai figli; perché se ci pensiamo è da poco che “abbiamo” le stesse libertà degli uomini.
L’avvento dei social network e il largo uso che oggi ne viene fatto conduce certuni a sentirsi liberi di esprimere il proprio pensiero nei confronti degli altri senza alcun limite. Il grande errore che questi soggetti compiono è quello di considerare la realtà virtuale come una sorta di zona franca, in cui porre in essere ogni tipo di condotta, ritenendo che quello che viene realizzato su internet sia qualcosa di inesistente o irrilevante. Al contrario la realtà virtuale deve essere considerata esattamente pari a quella reale. Un conto è la recensione negativa nei confronti di un ristorante, che se redatta con la normale educazione può avere anche dei toni un po’ più forti rientranti nel legittimo diritto di critica, altra è la triste realtà che realizzano il cosiddetto “stupro virtuale”, mediante l’invio di foto e video di donne, anche prese dalla realtà quotidiana e scambio di commenti offensivi, osceni e volgari, fino addirittura alla pubblicazione dei contatti delle persone fotografate.

Fonte foto: Vinicious Costa e John Rocha su Pexels

La lotta per la libertà

di Sara Bandettini (bande05), Emily Lule (pizza06) e Diana Spadafora (dia06)

Da sempre le donne, sono state meno importanti e hanno avuto meno libertà: hanno combattuto per essa, ma tutt’oggi questa libertà non l’hanno ottenuta!
Molte donne hanno lottato e sono state riconosciute per questo,ecco alcune di esse :
RUSSIA=
ANNA POLITKOVSKAJA:
In Russia molti libri erano proibiti e alcuni di essi erano scritti da autori che lei amava, perciò i suoi genitori glieli procuravano segretamente.
Queste grandi passione per la scrittura e per la lettura la portarono ad inseguire il suo sogno e a diventare una giornalista.
Quando scoppiò la guerra di dipendenza contro la Russia in Cecenia (posto in cui viveva) Anna decise che doveva scrivere quello che stava realmente accadendo, ma al governo russo non piacque l’idea quindi cercarono di ostacolare la giornalista in tutti i modi. Anna mise a rischio la sua vita per avere la libertà di scrivere, una volta suo marito le chiese:” perché vuoi riscshiare la vita?” e lei disse:” il rischio fa parte della mia professione”.
ITALIA=
ARTEMISIA GENTILESCHI:
Nel 1583 nasce una ragazza che divenne una pittrice straordinaria.
Artemisia figlia di Orazio Gentileschi, fin da piccola le fu insegnato a dipingere.
A 17 anni fece vari capolavori, fu molto criticata perché a quell’epoca le donne non potevano neanche avvicinarsi alle botteghe.
Un giorno il padre chiese ad Agostino Tassi (un famoso pittore) di insegnare ad Artemisia la prospettiva.
Agostino innamorandosi di Artemisia le propose di sposarlo più volte, ma lei rifiutò sempre.
Le cose peggiorarono e la ragazza denunciò così Agostino.
All’inizio nessuno credeva a lei ma infine Agostino fu riconosciuto colpevole, oggi artemisia è riconosciuta come una dei più grandi pittori del modo.
EGITTO=
HATSHEPSUT=
nel 1508 a. c. regnava Hatshepsut la prima “donna” faraone, a quel tempo l’idea che la donna potesse essere faraone era così strana che Hatshepsut dovette fingere vestendosi e comportandosi da uomo, per convincere gli egizi che era una legittima sovrana. infatti si dichiarò re e non regina, ma a quanto pare non fu sufficiente, infatti 20 anni dopo la sua morte, qualcuno cercò di cancellarla dalla storia, distruggendo le statue che la rappresentavano e rimuovendo il suo nome da ogni scritto.
REGNO UNITO=
MARGARET THATCHER:
Margaret Thatcher fu una donna che fin da bambina non temeva ciò che gli altri pensavano di lei perché riteneva giusto ciò che faceva.
Studiò chimica e diventò scienziata, ma la sua vera passione era la politica, così cercò di farsi eleggere dal parlamento britannico, le prime due volte non ci riuscì, così Margaret decise di tornare all’università per studiare legge. Quando giunsero le nuove elezioni non fù presa in considerazione perché gli uomini del suo partito pensavano che una giovane madre non fosse adatta alla vita in parlamento.
Alla fine alla sua quarta candidatura fù eletta primo ministro ed ebbe un successo tale che diventò la leader del partito conservatore
AFGHANISTAN=
SONITA ALIZADEH:
Sonita vive in Afghanistan e all’età di 10 anni i genitori le dissero:”dobbiamo venderti in sposa”; così cominciarono a comprarle dei bei vestiti e prendersi cura di lei, di più di quanto non avessero mai fatto.
Sonita non voleva sposarsi, voleva studiare, scrivere e cantare canzoni, quando lo disse a sua madre lei rispose:” Ci servono i soldi per comprare una sposa per tuo fratello maggiore. Non abbiamo scelta. Dobbiamo vendere te”.
Sonita fu venduta, ma il matrimonio sfumò a causa della guerra scoppiata in Afghanistan. Sonita e suo fratello furono mandati a vivere in un campo di rifugiati in Iran dove andò a scuola e iniziò a scrivere canzoni. Quando compì 16 anni sua mamma andò a trovarla perché avevano trovato un altro marito disposto a comprarla.
Sonita rispose di no, non voleva sposarsi, voleva fare la rapper.
Scrisse una canzone molto dura che s’intitola “brides of sale” (spose in vendita), la caricò su you tube e divenne virale. Sonita conquistò la fama e vinse una borsa di studio per studiare musica negli Stati Uniti.
ADESSO CITIAMO DELLE FRASI DI ALCUNE DONNE CHE CI HANNO COLPITO.
“Le piante più umili nascondono segreti sorprendenti” – Ameenah Gjrib-Fakim
Ci ha colpito particolarmente perché secondo noi fa riferimento anche alle donne, usando la similitudine delle piante.
“Nessuno può dirmi cosa posso e cosa non posso fare” – Amna Al Haddad
Visto che nei paesi arabi le donne non hanno libertà, una frase così ha molto valore.

“Gli dimostrerò quello che so fare con la mia vita” – Balkissa Chaibou
Questa frase anche essendo semplice ha un significato profondo, ognuno è libero di fare ciò che vuole purché non faccia male agli altri.
“Il desiderio di combattere per la libertà è più forte della paura” -Claudia Ruggerini
“Quando una donna decide di cambiare, tutto intorno a lei cambia” – Eufrosina Cruz
“Dovete volere! Avete diritto di chiedere! dovete desiderare.” – Evita Peròn
“A ogni bambina che sogna in grande dico: si, puoi essere tutto ciò che vuoi. Anche presidente.” – Hillary Rodham Clinton.
“Che le generazioni future sappiano che anche le donne in uniforme garantirono lo la libertà.” – Mary Edwards Walker.
Il significato di questa frase e che ogni donna è libera di vestirsi a modo suo.
“Vi dico cos’è la libertà per me: non avere paura” – Nina Simone
“Quando le donne vedranno altre donne fare questo lavoro, sapranno che anche loro possono farlo” – Xian Zhang

 

fonte foto:

Artem Beliaikin su pexels